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Dal 1 Maggio 2008 è entrato in vigore il "London Agreement": meno costi per i titolari di brevetti Il 1 Maggio 2008 è entrato in vigore il "London Agreement", grazie al quale 14 paesi aderenti alla Convenzione sul brevetto europeo rinunciano totalmente o parzialmente al deposito della traduzione nella propria lingua della descrizione e delle rivendicazioni del brevetto come rilasciato al momento della convalida del brevetto europeo. In sostanza, il titolare di un brevetto europeo, affinché il titolo di privativa possa godere di tutela, entro tre mesi dalla concessione del brevetto, deve convalidare quest'ultimo nei paesi di suo interesse, depositando la traduzione nella lingua ufficiale dello stato sia della descrizione che delle rivendicazioni. Questo determina un alto costo per il titolare, tenuto conto che gli stati in cui si va a convalidare il brevetto sono generalmente sempre più di uno. Ora, grazie a questo accordo tra stati, la spesa si riduce sostanzialmente. Infatti, i paesi che hanno già ratificato l'Accordo, rinunciano, almeno in parte, a questo onere di deposito della traduzione. In particolare, per convalidare un brevetto europeo in Gran Bretagna, Svizzera, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, Francia e Germania non sarà più necessario depositare alcuna traduzione. Croazia, Svezia, Danimarca, Islanda e Olanda non richiedono la traduzione della descrizione se essa è già in inglese, mentre solo per le rivendicazioni è necessaria una traduzione nella lingua ufficiale del paese. Lettonia e Slovenia, infine, esigono la sola traduzione delle rivendicazioni nella propria lingua. Poiché la maggior parte delle domande di brevetto europeo delle aziende italiane viene depositata direttamente in lingua inglese, si intuisce quale risparmio il titolare del brevetto ottiene da questo Accordo. Purtroppo, ad oggi, paesi come l'Italia e la Spagna non hanno ancora ratificato il "London Agreement", necessitando, quindi, ancora del deposito nella propria lingua sia della descrizione che delle rivendicazioni. Ci auguriamo una progressiva ratifica da parte di tutti gli stati aderenti alla Convenzione sul Brevetto Europeo.
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