Norme antitrust PDF Stampa E-mail

La disciplina antitrust attualmente in vigore in Italia si pone in un regime di specialità rispetto a quella del codice civile sulla concorrenza sleale, con la conseguenza che prevarrà la prima se i fatti potranno essere inquadrati in entrambe le fattispecie.

Questa disciplina tende a sanzionare tutte quelle situazioni in cui si producono conseguenze anticoncorrenziali e cioè tende a vietare tutte le intese (anche i semplici gentlemen's agreement) tra imprese che abbiano per oggetto impedire, restringere o falsare la concorrenza nel mercato nazionale (ad eccezione di quelle intese che comportino beneficio per i consumatori).
Queste intese sono considerate nulle dall'ordinamento e la dichiarazione della nullità è demandata alla Corte d'Appello, che ha facoltà di condannare le aziende al risarcimento dei danni nei confronti dei consumatori. Altre pratiche vietate sono l'abuso della posizione dominante nel mercato nazionale o in una sua parte rilevante, nonché le concentrazioni che superino soglie determinate di fatturato. L'organo amministrativo (e, quindi, non giudiziario) competente è, invece, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che potrà applicare sanzioni pecuniarie in caso di accertamento di illeciti.